Il 3 agosto 1933 un aereo militare si schianta sulle montagne della Valle di Susa, presso l’abitato della Borgata Santa Chiara di Giaglione (TO). Il pilota è un giovane sardo di 27 anni, il tenente della Regia Aeronautica Cesare Lai. Si stava avvicinando al grande prato di Prà Plan adibito a pista d’atterraggio, ma sulla radura erbosa inondata dal sole stava giocando un gruppo di bambini. Un istante fatale per decidere, una manovra d’emergenza che salva le vite dei piccoli e che non lascia scampo all’aviatore.
Una scelta d’istinto, che annulla tutte le altre scelte che Cesare avrebbe potuto fare. Cesare partito da Ulassai, nel cuore d’Ogliastra; Cesare convinto antifascista; Cesare innamorato della maestra Aurora. Tutto quel che il giovane era, o sarebbe potuto diventare, si schianta tra quei boschi al confine con la Francia, che tante volte aveva sorvolato in ricognizione, e dove oggi un cippo e una croce ricavata dai rottami del velivolo ricordano sommessamente il suo sacrificio.
Nel 2021 l’amministrazione e la comunità di Giaglione decidono di restaurare il cippo e di onorarlo con una commemorazione cui parteciparono anche il primo cittadino di Ulassai e la famiglia Lai. E così, nel nome del ricordo del tragico ed eroico avvenimento, le due comunità sentono oggi più forte il loro legame d’amicizia.


















