5.Ago | 2017

h 17:00 | 

  • Biblioteca Comunale
    Jerzu

Come le figlie, anzi

GIACOMO MAMELI

Sul barcone bianco e blu una donna partorisce, l’abbiamo aiutata io e Malelyn, non c’era acqua per poterla lavare: la neomamma si chiama Janeba, forse non ha più di vent’anni, le chiedo se il padre ha già visto il bambino. Janeba risponde:“Non so chi sia il padre”. Dalla signora Annamaria sono serena, adesso a Cagliari, prima a Roma, ripenso alla mia vita, alla notte sul camper, all’inferno di tante come me, alla mia amica che fa la badante a san Giuseppe Vesuviano. Mi chiedo se prima o poi finirà. Se prima o poi anche in Romania le donne saranno rispettate. Prima di dormire ricordo la poesia Ful de nea che si traduce Fiocco di neve. Queste donne che giungono in Italia da tutto il mondo per fare le badanti sono autonome e consapevoli, economicamente attive, nella migrazione hanno trovato una modalità di affermazione della propria soggettività… Il viaggio non è solo l’attraversamento di spazi geografici. I viaggi sono quelli compiuti dentro di sé. Ma è difficile ricostruire la propria identità in contesti sociali differenti da quelli di partenza.

diGiacomo Mameli
conClaudia Carta
EdizioniCUEC

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