4.Ago | 2011

h 19:00 | 

  • Cantina Antichi Poderi
    Jerzu

Redemption song

ROSSOLEVANTE

In principio c’era un’idea. C’era la voglia di parlare di Dio (sic).
Che cosa è questo Dio? Cosa cerchiamo in questo Padre che si è dimenticato di noi, ma di cui tutti sembrano non dimenticarsi mai?
Cosa cerchiamo in questo esserci, in questo mondo, in questa vita che è nostra, ma non ci appartiene mai fino in fondo?
Da dove vengono i nostri figli, cos’è questo qualcosa che non ha nome eppure c’è, e una volta almeno lo abbiamo toccato con le dita della nostra anima? Cos’è che chiamiamo anima?
Che cosa inseguiamo?
Le nostre domande vagano affannose e senza risposta in una terra abbandonata dal suo cielo. L’indifferenza della terra: una terra che ogni istante ribadisce l’estraneità dell’evento umano che essa ospita a sua insaputa e a cui invia solo messaggi di insignificanza.
[…] Vediamo dei microfoni.
Vediamo attori-marionette (do you remember Takeshi Kitano’s Dolls?).
Sentiamo delle gocce di sudore acido che cadono.
Sentiamo grida di gioia. E grida di dolore. Molta, molta sofferente ironia.
E poi una colonna sonora da brivido. Musica a palla per danzare l’impossibilità di
trovare, oggi, un senso. “Il nostro cuore è come un uccello rinchiuso in una gabbia – ci raccontano i Sufi – quando tu balli il cuore canta. E poi sale in cielo”.

di e con Silvia Cattoi e Juri Piroddi
e con la partecipazione di Yamina Piroddi
voce off Naima
collaborazione Sergio Cadeddu
costumi Franca Pischedda
produzioneRossolevante (Tortolì)