5.Ago | 2008

h 20:00 | 

  • Museo etnografico
    Jerzu

Preda

SCUOLA DI ARTI SCENICHE LA VETRERIA

Quando si è in ostaggio nelle mani di un rapitore, che non ti permette neppure di vedere la luce del sole, bisogna farsi forza per resistere. Per fortuna questa forza non manca a Eugenio Mossa, un dottore da molti mesi ormai sepolto vivo, in attesa che la sua famiglia riesca a pagare il riscatto. Una forza che si tramuta in astuzia, quando una parola smozzicata dopo l’altra, arriva a costruire un rapporto umano con il suo carceriere, un uomo anziano segnato dall’intera vita passata come latitante. Intanto le indagini sul rapimento sono state affidate al capitano dei Carabinieri Caforio. Straniero in terra straniera, disprezzato dai suoi colleghi e poco amato dalla popolazione, Caforio si troverà a dover dipanare una matassa fatta di silenzi, codici d’onore incomprensibili e distanza dalle istituzioni. Sullo sfondo di una Sardegna contemporanea che mostra le sue radici con orgoglio e forza.

Cantiere Belli da mettere in scena
Preda – da “La preda” di Gianluca Floris ed. Mondadori

con Guglielmo Aru, Giancarlo Demontis, Giancarlo Cosseddu, Roberta Di Bella, Francesca Medda, Monica Musio
suono di Emiliano Biffi
disegno luci di Giovanni Schirru

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