10.Ago | 2007

h 20:00 | 

  • Piazza Mereu
    Jerzu

Janas

TEATRO DEL SOTTOSUOLO

Lo spettacolo si propone di far rivivere nelle vie del paese o in particolari località i racconti antichi della nostra isola sull’origine e le leggende di streghe e fate. Di ridare spazio a un tempo dove la magia popolare, quella raccontata dagli anziani, dagli adulti ai bambini, trasformava un’ombra in un mago, una nuvola in una storia, una fontana in un luogo magico e sacro, con l’andamento a tappe tipico del teatro di strada, utilizzando angoli e spazi che i paesi e le località ospitanti offriranno. Si racconterà di cogas, surbiles, surtòras, strias, janas e bruscias, di maghi e imprendibili dei e di … GENTILES. Questi personaggi, primi abitatori della Sardegna, in antiche PARISTORIAS (leggende) sono i depositari dell’incarico di ‘pastori della terra’, per prepararla alla presenza dell’uomo. Uomo che in antichità ha avuto rapporti con queste figure leggendarie, e che da loro ha imparato a costruire le case di pietra, i NURAGHES. Ma da quando l’uomo ha dimenticato, da quando nessuno se le ricorda più… le storie dico, le antiche storie, i vecchi racconti con i loro personaggi, i sogni e le fantasie, le streghe, i fantasmi e … e le bugie… sì, le bugie, loro, non si sono fatti più vedere. Ma delle volte capita che al richiamo di un’antica filastrocca, cantata come un’invocazione, dal suono di uno strumento, che loro… le storie e i loro personaggi… riprendono a vivere, a materializzarsi! Come….” una donna bellissima, che periodicamente compare nelle piazze e nelle strade della Sardegna, quando evocata dal canto di una magica filastrocca o dal suono delle launeddas, figlia del vento e dell’acqua…che proteggeva i pozzi dalla curiosità dei bambini…”; “In sos dies de sas janas” , nella ritualità tipica del teatro di strada che in mezzo alla gente, trova la sua naturale occasione di magica rappresentazioni, evocherà queste antiche figure e, se assistito dalla buona accoglienza della gente, richiamerà a noi antiche suggestioni e verità della cultura popolare sarda. Lo spettacolo parte da una ricerca sulle tradizioni magiche della Sardegna e si sofferma in particolare sulla figura delle Janas ma l’elemento magico e mitologico nella nostra isola si esprime anche attraverso altre importanti figure e maschere famose in tutto il mondo, che sono parte integrante di questo studio che dal nostro territorio si muove poi verso altre parti dell’isola e incontra vari elementi: musica, suoni e racconti che rappresentano il punto di partenza di questo nuovo percorso artistico, un’idea, una pulsione che ci porta a cercare in questi ambiti le nostre motivazioni sceniche e le immagini che diventeranno spettacolo. Non è facile affrontare e mettere in scena questi elementi che proprio perché magici non fanno parte dell’ordinario, così abbiamo subito pensato che l’allestimento doveva già avere in se dello straordinario, ci sono parsi quindi da subito più appropriati l’uso dei trampoli, le strutture e le tecniche del teatro di strada ed alcune particolari soluzioni tecnologiche applicate ai costumi capaci di ricreare forti suggestioni. Questo nuovo spettacolo ha infatti come fulcro centrale del lavoro l’evocazione di questa realtà magica che ci appartiene, come sardi e come cittadini del mondo; una parte della nostra vita che troppo spesso dimentichiamo e che invece potrebbe rappresentare l’elemento di mediazione tra la nostra condizione di vita in una società iper-tecnologica e frenetica e la nostra dimensione umana fatta di reali necessità, emozioni e speranze.

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