Esito scenico del laboratorio diretto da Claudia Pupillo Del distacco è il Dio Orfeo. Dell’addio, della chiamata come artista fuori dalla vita. Forse, o dentro. Lavorare su Orfeo significa prima di tutto lavorare sulla mitologia greca antica, sulla musica e sulla letteratura moderna e contemporanea che a questo mito ha continuato a riferirsi fino ad oggi. Per noi è stato esempio di mistero, di sole e morte insieme, di felicità e di caduta da questa. Per noi del Teatro Botanico significa ritorno (dopo Progetto Tirrenia),e andata, qualcosa da cui non si torna più. Dopo la comprensione del mito come distacco, e quindi dopo aver concentrato una prima parte del lavoro solo ed esclusivamente sullo sguardo di Orfeo verso Euridice, dopo aver compreso la necessità di quello sguardo per dovere verso se stessi di procedere verso la propria vita, come intende peraltro Pavese, dopo tutto ciò, ci è rimasta fra le mani la morte di Orfeo: divorato.













