Esito scenico laboratorio Leggeri come l’acqua
Scuola di arti sceniche La Vetreria
Una volta Federico Fellini, parlando del film “È la nave va” disse di averne avuta la prima idea leggendo di un gesuita che, in una sua corrispondenza con un ambasciatore, aveva dato delle cause della Prima Guerra Mondiale una versione diversa da quella dell’attentato di Sarajevo. Ma allora, se mente la Storia perché non potrebbe mentire anche il cinema ( o il teatro), che, per sua stessa natura, è finzione? Finzione, perciò, artifici della fantasia, dell’immaginario, per confondere il reale con il suo simbolo, la metafora.
“La verità… le verità… le menzogne…”
Volevamo rendere omaggio ad un artista, Federico Fellini, ad un visionario, al suo cinema, ad un modo’ poetico’ di confrontarsi con la realtà. Siamo partiti dal film “E la nave va” per poi navigare dentro il teatro e lo spettacolo, l’immaginario ed il reale, avendo sempre la filmografia felliniana come bussola di navigazione. Realizzare uno spettacolo che raccontasse, con leggerezza, di universi umani marginali, doppi, obbligati a nascondere la realtà della propria inadeguatezza dietro nomi, storie, miti forse mai esistiti.
Senza porsi il problema di dover spiegare tutto, come nei sogni a cui Fellini attingeva continuamente, questo esito scenico del laboratorio teatrale LEGGERI, ha unito musica, canto e teatro, mischiando le carte tra realtà e finzione, essere e apparire…
La nave “CarAmore”, allegoria del viaggio umano, accompagnerà i personaggi dentro un universo che ne svelerà la vera realtà…














