Ci sono storie che devono essere raccontate perché sono belle, sono importanti, hanno valore. Da quando lavoro come maestro in ospedale ho avuto la fortuna di vederne e viverne tante e mi è venuta voglia di raccontarle, perché si sa che una storia bella se la racconti, se la condividi, diventa ancora più bella. Questa storia nasce dalla domanda che mi è stata rivolta più spesso negli ultimi quattordici anni: “Come fai?” che sottintende: come fai a vedere i bambini che soffrono, come fai a vedere i genitori che soffrono per la sofferenza dei propri figli, come fai a vivere tutto questo senza farti annientare.La risposta non è nel vento ma sull’Altalena. È lì che penso di averla trovata.
Ma è possibile riuscire a raccontare con equilibrio, storie di persone straordinariamente normali, stando su un’altalena? Non avendo una risposta mi sono messo a cercarla, ho iniziato a scavare e penso di averla trovata.



















