Un testo senza testo, senza parole. Delle immagini ferme sulla carta, delle posture, delle espressioni che prendono vita. Uno studio sui corpi, sull’espressione del gesto semplice, sull’ironia e la comicità che esso produce.
Partiamo dalla semplicità formale di Peynet, del suo giocare timido, dei rilievi inquietanti delle xilografie di Masereel. I segni scelti sono quelli grandi e silenziosi dei trampoli e la sospensione ritmica della musica. Teatro di strada, o forse teatro in strada, i due trampolieri, forse giganti o forse semplicemente sul proprio piedistallo, interagiscono in una relazione fatta di corpo che si muove nello spazio, che incontra e scontra un altro corpo.
I due aprono la relazione ai tre musicisti (tromba, trombone e sassofono) che a volte complici, a volte dissidenti, partecipano, “dal piano di sotto”, a questa discussione di corpi.













