Racconti d’amore, di banditi, di animas bonas che di notte comparivano ai vivi per rivelare dove si trovava un tesoro e de su dimoniu che, sino a una sessantina di anni fa, svegliava gli abitanti di Scano Montiferro con le sue urla terrificanti quando i moribondi si rifiutavano di cedergli l’anima in cambio di qualche altro anno di vita…
La lingua sarda logudorese, “la lingua della poesia”, si intreccia con quella italiana e con la suggestione delle quattro voci del Canto a tenore de Su cuncordu iscanesu.



















