Teatro del Lemming

Il Teatro del Lemming si forma a Rovigo nel 1987 dall’incontro fra il regista e compositore Massimo Munaro e lo scenografo e regista Martino Ferrari. Nello stesso anno allestisce lo spettacolo Frammenti e in quello successivo Sogno dentro Sogno, vincitore per le migliori musiche di scena del Premio Totola a Verona (la giuria era presieduta dal regista Gianfranco De Bosio). Questi spettacoli coniugano, all’interno di originali strutture narrative, gli aspetti puramente evocativi consoni al linguaggio teatrale. La parola ha perso centralità, non c’è un testo che preceda la messa in scena: il dato visivo, la presenza fondante della musica, l’uso dei corpi nello spazio scenico quasi a disegnare misteriosi geroglifici, tutto concorre a costituire un lavoro in cui i segni hanno già valore di significato.
Nel 1989 il gruppo realizza un’Opera Video, Il Paesaggio Mancante, che concorre al Festival internazionale di Video Teatro TTVV di Riccione.

Nel 1990 presenta La Città Chiusa, ispirato all’opera di Albert Camus, che vince a Verona il Premio Totola per la migliore regia teatrale (la giuria era presieduta da Giuseppe Liotta, docente di Storia del Teatro all’Università di Bologna). Dopo una lunga attività laboratoriale realizza, tra il 1992 e il 1993, lo Studio d’Ambiente Una sola Moltitudine e lo spettacolo, rimasto incompiuto, Galileo. Nell’ottobre dello stesso anno, infatti, mentre sorvola in aereo, come giovane ricercatore dell’Università di Ferrara, un sito archeologico ad Isernia, muore il co-fondatore del gruppo Martino Ferrari. A lui sarà dedicato il Festival Opera Prima che dal giugno 1994 il Teatro del Lemming promuove a Rovigo. Il Festival si preoccupa per primo di segnalare con forza la nuova ondata generazionale che si è andata a formare in questi anni in seno al teatro italiano. Nell’ambito del Festival il Teatro del Lemming presenta Cinque Sassi, dalla raccolta di poesie di Marco Munaro. Lo spettacolo è segnalato, come migliore spettacolo dell’anno, dal critico Franco Quadri al Premio Ubu 1994.
Nel 1995 il gruppo presenta FAUST, spettacolo itinerante proposto fra gli spazi urbani di una città. Del 1996 è Il Galileo delle Api. L’omonima Opera Video concorre al Premio Italia promosso al Festival TTVV di Riccione. Nel novembre dello stesso anno riceve, nell’ambito dei Premi Ubu ‘96, per l’attività del Festival Opera Prima, il Premio Giuseppe Bartolucci, dedicato alla memoria del noto critico.
Dal 1997, ininterrottamente fino ad oggi, il Teatro del Lemming è riconosciuto e finanziato dal Ministero della Cultura attraverso il FUS come Compagnia di Produzione e si Ricerca.
Del 1997 è EDIPO – Una Tragedia dei Sensi (che riceve sette segnalazioni al Premio Ubu 97) a cui segue DIONISO – Tragedia del Teatro (1998), AMORE E PSICHE – una favola per due spettatori (1999) e ODISSEO – Viaggio nel teatro (2000) e come post-fazione a questo progetto A COLONO – rito augurale per spettatore solo (2001) e L’ODISSEA DEI BAMBINI – Viaggio nel teatro per venti bambini di tutte le età (2003).
Con questi lavori si realizza per il Lemming una nuova fase che ha dato luogo ad una Tetralogia sul Mito e lo spettatore che proietta il gruppo verso una ricerca inedita ed entusiasmante caratterizzata dal coinvolgimento diretto, sensoriale e drammaturgico degli spettatori. Questi spettacoli sono ospitati dai più importanti Festival e Teatri italiani ed europei, in particolare nel 2000 il Lemming è chiamato a rappresentare il teatro italiano alle giornate italo-francesi svoltesi a Marsiglia e promosse dall’ETI e dall’ONDA. Nel 2001 esce sul gruppo, a cura di Franco Vazzoler, professore di letteratura teatrale italiana all’Università di Genova, e Marco Berisso, una monografia dal titolo TEATRO DEL LEMMING edita dalla Casa editrice Zona di Genova.
Dal 2002 gestisce a Rovigo un proprio spazio teatrale denominato Spazio Lemming. In questi anni realizza anche una originale attività pedagogica sull’attore, denominata I CINQUE SENSI DELL’ATTORE, estesa – attraverso la pratica dei laboratori – a tutto il territorio nazionale.
Nel gennaio 2003 scompare improvvisamente, dopo una breve e violenta malattia, Roberto Domeneghetti fra i protagonisti principali dell’attività del Lemming di questi anni. A lui è dedicata l’ultima produzione del gruppo, dopo una gestazione durata quattro anni, NEKYIA viaggio per mare di notte – Inferno Pugatorio Paradiso, radicale reinvenzione della tre cantiche dantesche.
Parallelamente il gruppo realizza anche un nuovo dittico IL ROVESCIO E IL DIRITTO: A PORTE CHIUSE/IL SANGUE DEGLI ALTRI personale riscrittura del pensiero esistenzialista francese. Con questi lavori si apre una nuova fase di ricerca per il Lemming, che da qui ripensa la relazione attori e spettatori non più a favore del singolo spettatore partecipante, ma in direzione di una, seppure ristretta, comunità. L’esito di questa ricerca è ANTIGONE, un lavoro che non presenta limitazioni di spettatori ma che non rinuncia alla pratica di un coinvolgimento attivo degli spettatori, che debutta alla BIENNALE TEATRO di Venezia nel marzo 2009. Dal gennaio 2008 il Lemming lascia lo Spazio Lemming e prende in gestione dal Comune di Rovigo il Teatro Studio. A settembre 2010 la compagnia debutta con AMLETO, personale riscrittura della tragedia di Shakespeare incentrata sull’impotenza dell’individuo di fronte al marciume del mondo. Dopo la partecipazione al GDANSK SHAKESPEARE FESTIVAL in Polonia nel luglio 2012, lo spettacolo vince il SILVER SNOWFLAKE come migliore spettacolo di teatro al SARAJEVO WINTER FESTIVAL del 2013. Nel 2011 la Compagnia realizza per il Comune e l’Università Cà Foscari di Venezia il progetto L’EDIPO DEI MILLE, in occasione del 150° Anniversario dell’Unità d’Italia. Una sfida garibaldina lanciata al sistema teatrale “perché a volte l’azione di pochi uomini è in grado di produrre, anche attraverso il teatro, grandi trasformazioni”. L’Edipo dei Mille è un progetto pedagogico-spettacolare che porta degli allievi attori divisi in gruppi guidati ciascuno da un attore della Compagnia, a realizzare l’Edipo per uno spettatore in più spazi in contemporanea di una stessa città. Nello stesso anno il debutto di FRAMMENTI, un concerto scenico che raccoglie le parole e le musiche di un ventennio di lavori, per una volta isolate nel loro puro potere evocativo.
Il 2013 è l’anno di due nuove produzioni. GIULIETTA E ROMEO. LETTERE DAL MONDO LIQUIDO continua la ricerca attorno ai drammi Shakespeariani, oltre all’allestimento di un’Opera su SOGNO DENTRO SOGNO che, per la prima volta nella storia del Lemming, coinvolge sette musicisti e quattro cantanti contrapponendoli in scena a sette attori. L’opera da Camera è realizzata in collaborazione con i Conservatori di Rovigo e di Castelfranco Veneto.
Nel 2016 il Teatro del Lemming debutta con WS TEMPEST, l’ultima parte della trilogia shakespeariana. Il debutto avviene nella Basilica Palladiana di Vicenza ospitato dal Festival Conversazioni del Teatro Olimpico di Vicenza. Nel 2021 realizza, in collaborazione produttiva con il Teatro Sociale di Rovigo, un’Opera da Camera dal titolo ANTE LUCEM sulle sette romanze di Alexander Block di Dimitri Sostakovic. Nello stesso anno Munaro pubblica la monografia, per i tipi de Il Ponte del Sale, “La Tetralogia del Lemming. Il Mito e lo Spettatore”. Dal 2017 il Teatro del Lemming si è speso attorno ad un lavoro di ricerca attorno a LE METAMORFOSI di Ovidio. Di questo ciclo di ricerca fanno parte METAMORFOSI di forme mutate, un adattamento del lavoro realizzato durante l’emergenza sanitaria del 2020, e NEL LABIRINTO DELLA MEMORIA (2022). Dal 2023 è al lavoro su un trittico dal titolo Attorno a Troia.

teatrodellemming.it

  • 2020

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9 Agosto 2020 ⋅ h 11:30

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Metamorfosi – di forme mutate

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