A 19 anni, conseguito il diploma di ragioneria, lascia il lavoro di piastrellista e il lago d’Iseo, dove è nato. Non immagina che non ci tornerà più e che, dal quel momento, non si fermerà più. Non sa ancora quale sia il suo sogno. Lo cerca a Milano (in polizia), in America (dove fa di tutto: newspaper delivery boy, lavapiatti, babysitter), poi nei villaggi turistici (come animatore).
Lo trova finalmente a 22 anni, la prima volta che va a teatro. Vede La Gatta Cenerentola di Roberto De Simone, che gli cambia la vita. Da lì, l’ammissione all’Accademia d’Arte Drammatica Silvio D’Amico a Roma; incontri importanti con maestri come Andreas Rallis, Orazio Costa Giovangigli, Peter Stein; gli anni di tournée teatrale con Giorgio Strehler e Luca Ronconi; il debutto sul piccolo schermo con La donna del treno per la regia di Carlo Lizzani, e sul grande con La meglio gioventù di Marco Tullio Giordana.L’interpretazione di Matteo Carati è il suo trampolino di lancio. La sua carriera professionale spicca il volo e, ruolo dopo ruolo, scopre nuovi mondi in cui sognare: interpreta Caravaggio, Giacomo Puccini, il principe Andrej Bolkonskij, Walter Chiari, Ulisse e perfino Dio nello spettacolo teatrale Il visitatore diretto da Valerio Binasco. Nel 2021 racconta questi e altri mondi sognati e vissuti nel suo primo libro, Mordere la nebbia (ed. Solferino).
Nel 2023 è stato al cinema con il film sull’olocausto Terezin di Gabriele Guidi e in tv nella serie Il metodo Fenoglio tratta dal libro di Gianrico Carofiglio. A inizio 2024 l’abbiamo visto su Raiuno nei panni di Dino Grandi, protagonista della fiction storica La lunga notte – La caduta del Duce.
Nel contempo, dopo circa 30 anni trascorsi tra palco e set, la curiosità l’ha portato anche “dall’altra parte della barricata”. Nel 2015 ha esordito alla regia teatrale con lo spettacolo I duellanti. Nel 2019 ha messo in scena il Don Chisciotte di Miguel de Cervantes. E ora ha appena concluso la tournée teatrale di Iliade, Il gioco degli dei in cui è regista e protagonista, nelle doppie vesti di Zeus e del divino Achille.
9 Ago
9 Agosto 2015 ⋅ h 21:30
Cantina Antichi Poderi
Jerzu
- Concerto
Amore scalzo – il mio problema è stanco come me – concertato a due per Piero Ciampi
Alessio Boni / Marcello Prayer
“Per sapere cos’è la solitudine, bisogna essere stati in due, altrimenti bisogna che qualcuno ti racconti cos’è la solitudine…” (Piero Ciampi) Omaggio alla testimonianza poetica di Piero Ciampi, in un gioco di dualità e incrocio di voci, per un unico suono a servizio della sua parola… canto di Amore e Solitudine di anima sospesa che come onda si rompe sullo scoglio. Più ci s’immerge in questa condizione, più si ascolta la forz...