Siamo a Ventisei!
Dal 3 al 9 agosto tra i territori di Jerzu e Ulassai va in scena il XXVI Festival dei Tacchi: tra i protagonisti sul palco Sabina Guzzanti, Roberto Mercadini, Concita De Gregorio, Max Paiella, Ascanio Celestini, Jacopo Veneziani e Santonastaso per un’edizione dedicata allo stupore «o più precisamente, la perdita di esso».
Sette giornate organizzate dalla compagnia cagliaritana Cada Die Teatro da trascorrere tra i due Comuni di Jerzu e Ulassai in compagnia di più di 30 artisti con oltre 21 spettacoli da realizzare in 9 spazi. Tre laboratori con relativi esiti scenici, due incontri letterari con autori jerzesi e ulassesi e una performance per un solo spettatore, arricchiscono ulteriormente il già nutrito programma che, quest’anno ha come tema e filo conduttore «lo stupore, o più precisamente la perdita di esso.»
Giancarlo Biffi: «Si tratta di un sentimento che si manifesta sempre meno nell’individuo, come se fosse schiacciato, sovrastato da altro; come se l’essere umano fosse sempre meno capace di “restare senza parole” o “rimanere a bocca aperta”. Stupirsi, è un’esperienza che appartiene al teatro. Fin da piccini assistendo a una rappresentazione teatrale ci è sicuramente capitato di restare senza parole. Sarebbe assai bello poterlo continuare a fare anche da adulti. Ed è questo quello che proveranno a fare le artiste e gli artisti presenti alla 26^ edizione del Festival dei Tacchi: farci rimanere a bocca aperta.»
In un’epoca in cui lo stupore sembra essersi diradato dunque, il Festival si propone di riaccendere quella scintilla, portando in scena voci capaci di scuotere e far riflettere. Sul palco, Sabina Guzzanti con Liberidì Liberidà sviscera con la satira i temi della libertà. È un invito a riscoprire lo stupore attraverso la lente critica e dissacrante. Roberto Mercadini ci guida in un viaggio inaspettato con Felicità for dummies, esplorando il concetto di gioia ben oltre le formule precostituite, dimostrando come lo stupore possa nascere dalla profondità della riflessione. E ancora, Concita De Gregorio, con Un’ultima cosa. Cinque invettive, sette donne e un funerale, celebra figure femminili rivoluzionarie, tra cui Maria Lai, restituendoci lo stupore delle loro battaglie e del loro coraggio nello sfidare le convenzioni. Il festival continua a capovolgere le prospettive con Jacopo Veneziani e le sue Perfette sconosciute, un’occasione per riscoprire il contributo inestimabile di artiste geniali, troppo spesso ignorate dalla storia dell’arte, restituendo loro il meritato stupore. Ascanio Celestini, con Poveri Cristi, ci invita a posare lo sguardo sulle periferie dell’esistenza, dove si celano storie di vite sradicate e una ricerca di felicità che genera un senso di stupore e commozione. Non mancano momenti per riscoprire le radici del nostro immaginario: Max Paiella in C’era una volta…favole italiane ci riporta alle fiabe della nostra infanzia, rivelando l’atemporalità di queste narrazioni popolari, capaci ancora oggi di generare stupore. L’omaggio vibrante e sentito di Andrea Santonastaso, in Mi chiamo Andrea, faccio fumetti, ripercorre l’anima complessa e irripetibile di Andrea Pazienza in un’esperienza visiva e narrativa unica che celebra l’arte del fumetto. Infine, Massimiliano Loizzi con Il Matto, la Terza Repubblica offre una farsa tragica e una satira tagliente sui confini e le ingiustizie, un monologo di teatro civile che, pur nella sua comicità, non manca di quadri drammatici e toccanti, capaci di suscitare profonda denuncia e un rinnovato senso di stupore per la forza del teatro.
A loro si affiancheranno realtà forse meno note al grande pubblico, ma che promettono grande stupore: è il caso del pluripremiato duo composto da Niccolò Fettarappa e Lorenzo Guerrieri, di Patrizia Camatel, della coppia composta da Andrea Chiapasco ed Emanuele Franco, di Silvia Elena Montagnini e del duo Giorgia Calandrini e Dafne Tinti. A impreziosire il già ricco cartellone, andranno in scena poi le produzioni dei padroni di casa del Cada Die Teatro con Pierpaolo Piludu che presenta in anteprima Istorias con Su Concordu Iscanesu, Giancarlo Biffi con le avventure di Gufo Rosmarino nel bosco delle ciliegie gnam gnam e Mauro Mou con Lara Farci che propongono Emma.
IL FESTIVAL SECONDO GLI AMMINISTRATORI DI JERZU E ULASSAI
«A Jerzu si rinnova un appuntamento imperdibile per chi come noi crede fortemente nella straordinaria forza e nell’immensa bellezza di quel grande strumento di educazione dell’anima qual è il teatro. La nostra comunità continua a supportare la grande bellezza e a godere dell’emozione unica che trasmette uno spettacolo dal vivo. Siamo orgogliosi di fare cultura e di riuscire a farlo creando un’atmosfera unica che gli spettatori respirano nelle notti agostane in cui l’apprezzamento per la nobile arte enologica che da sempre ci contraddistingue, si somma e si fonde con la bellezza e la fama del suo, ormai storico, festival di teatro», Carlo Lai, sindaco di Jerzu.
«Sosteniamo convintamente il Festival, un evento che ogni anno si rinnova e che accompagna la rigenera-
zione culturale e sociale del nostro paese. Siamo onorati di poter ospitare ancora una volta contenuti di gran-
de spessore culturale che accrescono la nostra capacità di rinnovamento continuo. Ci piace sottolineare al-
cune iniziative in particolare come le sempre più numerose proposte letterarie ad opera di autori ulassesi e i laboratori dedicati ai ragazzi che rinnoviamo per il terzo anno e che registrano sempre di più l’interesse della nostra comunità. Siamo anche molto soddisfatti delle attività collaterali in collaborazione con la Fondazione Stazione dell’Arte», Floriana Piras, consigliera comunale di Ulassai e vice presidente della Fondazione Stazione dell’Arte.
Il Festival dei Tacchi è sostenuto dalla Regione Autonoma della Sardegna (Assessorato al Turismo e alla Cultura), Fondazione di Sardegna, dai Comuni di Jerzu e di Ulassai e dal MiC (Ministero della Cultura).
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