“Caro Gennariello, i tuoi coetanei, in questo momento della tua vita sono i tuoi più importanti educatori. Essi esautorano ai tuoi occhi sia la famiglia che la scuola. Riducono a ombre boccheggianti padri e maestri. E non hanno affatto bisogno di un grande sforzo per ottenere questo risultato. Anzi, non ne sono nemmeno coscienti. E’ sufficiente per loro – per distruggere il valore di ogni altra fonte educativa – semplicemente esserci: esserci come sono. Essi hanno in mano un’arma potentissima: l’intimidazione e il ricatto. Cosa, questa, antica come il mondo. Il conformismo degli adulti è tra i ragazzi già maturo, feroce, completo. Essi sanno raffinatamente come far soffrire i loro coetanei: e lo fanno molto meglio degli adulti perché la loro volontà di far soffrire è gratuita: è una violenza allo stato puro. Scoprono tale volontà come un diritto. Vi investono tutta la loro vitalità intatta, e anche, naturalmente, la loro innocenza. La loro pressione pedagogica su te non conosce né persuasione, né comprensione, né alcuna forma di pietà, o di umanità. Solo nel momento in cui i tuoi compagni divengono amici scoprono forse persuasione, comprensione, pietà, umanità: ma gli amici sono quattro o cinque, al massimo. Gli altri sono lupi: e adoperano te come cavia su cui sperimentare la loro violenza e nei cui confronti verificare la bontà del loro conformismo.”
Da Pier Paolo Pasolini, “I ragazzi sono conformisti due volte”, Il mondo, 15 maggio 1975
4-10 agosto 2012
9:30
Bosco Sant'Antonio
Jerzu
Laboratorio
Due di Kappa
Diretto da Rossella Dassu
Dedicato allievi della Scuola d'Arti sceniche La Vetreria
“Il giovinetto si chinò sul fonte, e la fanciulla apparve su dal fonte… Ed egli allora oh! Sì, capì. Ma venne Per molti giorni al tralucente lago, a rivedere in sé la sua sorella che in lui viveva; ed esso in lei moriva.” Io, uno, l’altro, due. L’identità, l’appartenenza a se stessi, il manifestarsi attraverso gesto, parola, sguardo. La relazione con l’altro, il confronto, l’identificazione, la proiezione, la scission...