Fra i tanti modi di fare teatro ce ne sono due apparentemente opposti ma in realtà molto vicini fra loro: quello che mette in scena i grandi classici del passato per vedere cosa ci sia di ancora attuale in quei capolavori; l’altro quello che parte dall’attualità cercando di mettere in rilievo un sentimento (sia nel tragico come nel comico) antico, direi atavico, quasi del tutto sopito.
Il teatro di oggi si occupa spesso dell’attualità, ma non è mai giornalismo, non è saggistica, né reportage, parla degli avvenimenti che caratterizzano questo o quel periodo nel tentativo di fornire una sintesi e una lettura (anche nei suoi risvolti più intimi e personali) propria. In questo senso – dalla tragedia antica oggi – due delle funzioni principali del teatro sono state: da una parte filtrare attraverso la scrittura drammaturgica la realtà che ci circonda per renderla spettacolo teatrale (comico o tragico); dall’altra cristallizzare la realtà a futura memoria.