La vita presa a morsi
La ricerca esplora il corpo e la voce come suo prolungamento, attraverso un nodo drammaturgico che ruota attorno alla questione generazionale. Dal mondo adulto arrivano pretese e aspettative, proprio come accade ad Amleto, a cui il fantasma del padre chiede: “Se mi hai amato abbastanza, vendica il mio assassinio, la serpe che porta la corona ha morso la mia vita, ricordati di me, ricordati di me...”. E questo il peso che porterà Amleto ad incontrare la morte dopo essere andato contro la propria natura ed aver trascorso un'esistenza di inadeguatezza e sensi di colpa. Il percorso si svilupperà all'aria aperta, in relazione al paesaggio con i suoi alberi, suoni, luci…
Lammerica
Lammerica è uno spettacolo ispirato ai diari privati di Chiara Calda e Teresa Luongo, due donne del Novecento che hanno vissuto il periodo della migrazione italiana. Lo spettacolo, frutto di un lavoro di ricerca e sperimentazione artistica, racconta due viaggi intensi di due donne comuni, uno verso l’America, l’altro verso l’Italia, attraverso un’esclusiva elaborazione scenica e sonora delle pagine dei due testi autografi. I diari scelti per la mise en espace provengono dalla selezione di testi eseguita per il progetto “Italiani all’estero” dell’Archivio Diaristico Nazionale di Pieve Santo Stefano, realizzato con il contributo della Direzione Generale per gli Italiani all’Estero e le Politiche Migratorie del Ministero.
Poveri Cristi
Sono i destini a cui nessuno fa caso, quelli che da sempre interessano ad Ascanio Celestini. E quale luogo migliore delle periferie, microcosmi grandi e vivaci più del mondo, per indagare gli esseri umani che ci ostiniamo a non voler vedere? Con sguardo partecipe e mai retorico, Celestini setaccia le vite sradicate di donne e uomini che vagano come in un formicaio alla ricerca del loro spicchio di felicità. Un spettacolo politico e civile, in cui trionfano le ragioni che ci portano a respingere ogni egoismo. Del resto, «Cristo non è sceso dal cielo, ma è salito dalla terra».
Chi sono i poveri cristi? Sono l’ultimo della classe quando ci stavano le classi differenziali per i poveri; la pecora nera nel manicomio che risolveva il problema per quelli che stavano fuori, ma non per quelli che stavano dentro; quello che sta inchiodato a qualche malattia senza colpa, ma anche senza futuro, eccetera.
E se dico “eccetera” ho detto tutto. Ho detto tutti.
L’idea di questo progetto è quella di trovare le parole per raccontare questi poveri cristi che non hanno una lingua per raccontarsi che non sia quella della pietà.
E invece il narratore di questo spettacolo li racconta come santi perché ogni giorno fanno il miracolo di restare al mondo. Di essere i migliori del circondario.
Ci sono tanti modi per raccontare questa classe sociale, ma la più rispettosa, per me, è quella che usa le loro parole. Così, in questi ultimi 10 anni, sono andato intervistare (intervista significa ‘incrocio di sguardi’) i facchini eritrei che movimentano i pacchi nei magazzini della logistica sulla Tiburtina a Roma, il becchino del cimitero di Lampedusa, la donna che mostra la foto del ragazzo affogato nel naufragio del 3 ottobre 2013, ecc.
Poi riascolto tutte queste voci e comincio a raccontarle. Quando mi sembra che ci riesco, le vado a raccontare al musicista Gianluca Casadei, e lui inizia a scrivere la musica sul mio racconto.
Dae sa Janna ‘e su Chelu
Un essere proveniente da un mondo parallelo, si proietta nel presente terrestre attraverso una porta spazio temporale, manifestando i suoi poteri ultraterreni, il dominio del fuoco e la danza con esso.
Gufo Rosmarino nel bosco delle ciliegie gnam gnam
Tempi sogni, tempi di storie.
Tempi in cui giocare con gli amici era più importante del riempirsi la pancia di cibo. A meno che… il cibo non avesse l’aspetto e il sapore delle ciliegie gnam gnam.
Attenzione però a non finire nella Valle delle ombre graf graf!
Altrimenti occorrerà la luce per allontanare le ombre e allora Gufo Rosmarino, Brillo e Corteccia che faranno?
Andranno a rifugiarsi oltre il sole, difesi dalla luce che loro credono essere la più forte che possa esserci ma anche questa potente luminosità non sarà sufficiente.
La luce più luminosa in assoluto viene irradiata dal cuore, dagli affetti, dal volere bene senza pretendere nulla in cambio. È questo quello che prova Baronetto per i suoi amici. I sentimenti che Baronetto prova per loro e per la vita, illuminano più del sole e non c’è ombra che possa opporsi a tanta luce. Non c’è!
C’era una volta… favole italiane
Dove sono nate, e dove sono finite le favole che abbiamo ascoltato dalla mamma la sera prima di coricarci, oppure quelle raccontate dal nonno, o quelle che abbiamo letto sul nostro primo libro, che magari è stato “fiabe italiane” di Italo Calvino? Ebbene tutte le favole di quel celebre libro non sono state scritte da Calvino ma solamente da lui raccolte e a volte arrangiate.
Quando parliamo di fiabe, è impossibile capire chi ne sia stato l’autore, perché le favole nascono dalla voce di chi le racconta. E poi si sono diffuse con un meraviglioso, e sconosciuto, percorso: ad esempio di Cappuccetto rosso ce ne sono diverse versioni (una anche dei fratelli Grimm) e ne esiste una versione molto simile riportata dalla raccolta di favole romane da Gigi Zanazzo a Roma alla fine dell’800, come ci sono varie versioni delle vicende di Cola Pesce, la grandiosa leggenda siciliana, che Giuseppe Pitrè raccolse ascoltandone varie versioni dai racconti popolari, e così via.
Potremmo prendere molte fiabe (tutte?) legate alla nostra infanzia e scopriremmo che sono molto antiche e che troviamo testimoniate dalle raccolte di tutta Italia, ma anche della Polonia, della Francia e della Russia. Quello che risulta è che le fiabe non hanno tempo e non hanno autori, perché, cambiate, arricchite, arrangiate su quel dialetto o su quella lingua, hanno un autore comune: il popolo. E questo è tanto vero che è sempre necessario recuperare e restituire queste fiabe meravigliose che raccontano l’Italia in un modo profondo e familiare a tutti, giacché ad ascoltarle non ci sono soltanto bambini…
Non si dimentichi infatti che il meccanismo della fiaba (racconti di vicende con inizio e fine; mescolanza di elementi verosimili e inverosimili, concreti e simbolici; vicende che contengono comunque delle “prove” per i protagonisti e una “morale”) nella sostanza viene riproposto dai moderni e attuali momenti e linguaggi delle fiction, dei cartoni animati, dei Manga, dei videogiochi.
Perfette Sconosciute
Jacopo Veneziani, critico d’arte.
Presenza stabile in tutte le puntate della trasmissione “In altre parole” curata da Massimo Gramellini.
Quanti di noi saprebbero citare, senza esitazione, dieci artiste donne? Eppure, la storia dell’arte è costellata di talenti femminili che hanno lasciato un segno indelebile, sfidando pregiudizi e stereotipi di genere. Da Properzia de’ Rossi, scultrice rinascimentale capace di imporsi in un mondo dominato dagli uomini, alle impressioniste dimenticate come Marie Bracquemond; da Angelica Kauffman, celebrata nelle corti del Settecento, alle avanguardiste visionarie come Hilma af Klint; da Dora Maar e Lee Krasner, troppo spesso confinate al ruolo di “muse” dei loro compagni Picasso e Pollock, fino a Marina Abramović, pioniera della performance art che ha ridefinito il concetto stesso di corpo e resistenza. Per secoli, la storia dell’arte è stata narrata da una prospettiva maschile, sminuendo o escludendo il contributo delle artiste, nonostante il loro impatto rivoluzionario. Il nostro incontro vuole capovolgere questo racconto, riportando al centro le loro storie, le sfide affrontate e il loro inestimabile contributo alla cultura visiva. Dalle botteghe rinascimentali ai salotti dell’Illuminismo, dagli atelier sgangherati delle avanguardie alle sperimentazioni contemporanee, ripercorreremo un cammino spesso invisibile eppure fondamentale. Perché l’arte al femminile non è una nota a margine della storia, ma una delle sue colonne portanti.
Hamlet Private
3 Repliche (durata: 40'):
ore 17:00 / ore 18:00 / ore 19:00
ATTENZIONE:
Prenotazione necessaria al numero +39 3282553721 (cada die teatro)
Biglietto acquistabile esclusivamente in loco
Le domande di Amleto sono anche le nostre domande. Il suo esitare è il nostro esitare. Da qui, dalla sua incapacità di agire, nasce Hamlet private.
Hamlet private è una performance unica nel suo genere. Offre a un solo spettatore per volta un’esperienza privata ed esclusiva che parla all’Amleto che risiede in ognuno di noi. Hamlet private è una rilettura della storia di Amleto attraverso il sistema divinatorio di ventidue carte originali e il coinvolgimento diretto dello spettatore, che diventa così artefice della riscrittura del dramma shakespeariano e, nello stesso tempo, ha la possibilità di esplorare e indagare la propria vita e i propri dubbi.
Emma
Appena sveglia, Emma scese dal grande lettone, si vestì velocemente e si precipitò in cucina, come ogni mattina, per fare colazione prima di andare a scuola. Senza pensarci due volte prese le mani della mamma, la guardò dritta negli occhi e le disse tutto d’un fiato: “Mamma, oggi posso andare a scuola da sola?”. “Emma” è un viaggio sensibile attraverso gli occhi di una bambina di otto anni che si confronta per la prima volta con il desiderio di autonomia: vuole andare a scuola da sola. Questa piccola grande sfida permette di esplorare il mondo dell’infanzia, la relazione tra genitori e figli, e il coraggio di scoprire il mondo che ci circonda. È un viaggio emotivo, dove le parole, i silenzi, la musica e le azioni si fondono per creare un racconto che parla di vita, tempo e legami affettivi. Lo spettacolo Emma è tratto da un racconto di Antonio Catalano (Emma, lasciati in pace quando cade la neve – edizione Fulmino – anno 2023) e nasce come da una coproduzione Cada Die Teatro, Casa degli Alfieri (Universi Sensibili).
Bosco
Il bosco è un luogo strano, buio e luminoso, misterioso e svelato, dove puoi perdere il tuo nome ed essere ombra o voce, un uccello, il vento, il giorno… una metafora dell’anima, e del teatro.
Il bosco con i suoi abitanti suona e ogni suono crea un’armonia dove ciascuno ha la sua parte. Nel nostro bosco i versi degli uccelli e le loro storie, si intrecciano con gli strumenti musicali, con i corpi e le voci dei ragazzi e delle ragazze della scuola Primaria di Ulassai.
Per noi portare in scena giovani allievi è sempre importante, ci sembra di contribuire alla loro crescita e alla diffusione tra i giovanissimi capitani coraggiosi, di altri modelli di partecipazione, che li veda soggetti attivi, creativi e allo stesso tempo guidati e supportati.
Mi chiamo Andrea, faccio fumetti
È un monologo disegnato.
È un omaggio che non vuole omaggiare nessuno.
È una dichiarazione di resa di fronte alle sentenze perentorie del destino.
È l'ennesima constatazione di un Salieri di fronte ad un Mozart.
Andrea Santonastaso, attore e disegnatore di fumetti, rende omaggio al genio di Andrea Pazienza, il più grande disegnatore italiano, raccontando i suoi personaggi iconici: Penthotal, Zanardi, Pertini e Pompeo. In scena, disegna e riflette sulla potenza e la fragilità dell’arte di Pazienza, tra talento e follia. Lo spettacolo celebra l’eredità artistica e umana di Pazienza, coinvolgendo il pubblico in un viaggio emozionante e intenso.
Un’Ultima Cosa
Sarebbe bello se, al nostro funerale, avessimo la possibilità di arrivarci da vivi, per avere l’occasione di proferire noi stessi l’ultima parola. Dora Maar, Amelia Rosselli, Carol Rama, Lisetta Carmi e Maria Lai sono le cinque donne a cui la giornalista e scrittrice Concita De Gregorio ha scelto di dare voce in un ideale commiato in cui ognuna dice di sé, senza diritto di replica. Le parole sono quelle realmente pronunciate da queste donne o sono comunque tratte dalle loro opere: De Gregorio ne ha studiato il lessico fino a ‘sentirne’ le voci, che sul palco si intrecciano a quella, poetica e nostalgica, della cantautrice Erica Mou. Una messa in scena che assume i tratti di una meditazione, volta ad indagare il femminile.
Hamlet Private
3 Repliche (durata: 40'):
ore 17:00 / ore 18:00 / ore 19:00
ATTENZIONE:
Prenotazione necessaria al numero +39 3282553721 (cada die teatro)
Biglietto acquistabile esclusivamente in loco
Le domande di Amleto sono anche le nostre domande. Il suo esitare è il nostro esitare. Da qui, dalla sua incapacità di agire, nasce Hamlet private.
Hamlet private è una performance unica nel suo genere. Offre a un solo spettatore per volta un’esperienza privata ed esclusiva che parla all’Amleto che risiede in ognuno di noi. Hamlet private è una rilettura della storia di Amleto attraverso il sistema divinatorio di ventidue carte originali e il coinvolgimento diretto dello spettatore, che diventa così artefice della riscrittura del dramma shakespeariano e, nello stesso tempo, ha la possibilità di esplorare e indagare la propria vita e i propri dubbi.
Teresa
Questo racconto parla dell’Amore, delle sue trame e dei suoi ricami.
E parla di Teresa, la sartoria del paese. Quando cuce le fan compagnia il radiodramma preferito, la macchina da cucire, una foto con sorrisi ormai sbiaditi.
Teresa, mentre cuce, si rammenda l’anima.
Un poetico dolce racconto che unisce l’inconfondibile stile narrativo di Antonio Catalano con aneddoti autentici intorno al mestiere dei sarti, figure che tramandano un’antica sapienza delle mani in grado di curare il cuore e l’anima degli esseri umani.
Emma
Appena sveglia, Emma scese dal grande lettone, si vestì velocemente e si precipitò in cucina, come ogni mattina, per fare colazione prima di andare a scuola. Senza pensarci due volte prese le mani della mamma, la guardò dritta negli occhi e le disse tutto d’un fiato: “Mamma, oggi posso andare a scuola da sola?”. “Emma” è un viaggio sensibile attraverso gli occhi di una bambina di otto anni che si confronta per la prima volta con il desiderio di autonomia: vuole andare a scuola da sola. Questa piccola grande sfida permette di esplorare il mondo dell’infanzia, la relazione tra genitori e figli, e il coraggio di scoprire il mondo che ci circonda. È un viaggio emotivo, dove le parole, i silenzi, la musica e le azioni si fondono per creare un racconto che parla di vita, tempo e legami affettivi. Lo spettacolo Emma è tratto da un racconto di Antonio Catalano (Emma, lasciati in pace quando cade la neve – edizione Fulmino – anno 2023) e nasce come da una coproduzione Cada Die Teatro, Casa degli Alfieri (Universi Sensibili).
Il Matto, la Terza Repubblica
Massimiliano Loizzi, volto del Terzo Segreto di Satira.
Una tragica farsa sui confini, i migranti, dio e mussolini. Un monologo fortemente comico e di satira che parla delle stragi di Lampedusa, scritto da Loizzi anche grazie al preziosissimo aiuto di Fabrizio Gatti. Un monologo di teatro civile, nella forma di un processo, e seppure la satira si presenti di continuo e in momenti molto comici, vi sono dei quadri drammatici e toccanti, e mette al suo centro una forte denuncia.
La Sparanoia
“È un incendiario e ha sonno”
Giorgio Manganelli, Centuria
Non ci sono buone notizie. La Sinistra è defunta ed è meglio così.
I giovani, addomesticati, non trovano più il piacere di delinquere: vivono a casa, perimetrati da un metro quadro e con l’ossessione dei lavaggi delicati.
Il compagno Niccolò si innamora di colonnelli e programma orgasmi in caserma.
La Sparanoia è il grido perforante che muore in gola, è il pianto dei serial killer narcolettici e dei bolscevichi da divano.
Felice repressione, a tutti. Dal profondo del cuore.
Hamlet Private
3 Repliche (durata: 40'):
ore 17:00 / ore 18:00 / ore 19:00
ATTENZIONE:
Prenotazione necessaria al numero +39 3282553721 (cada die teatro)
Biglietto acquistabile esclusivamente in loco
Le domande di Amleto sono anche le nostre domande. Il suo esitare è il nostro esitare. Da qui, dalla sua incapacità di agire, nasce Hamlet private.
Hamlet private è una performance unica nel suo genere. Offre a un solo spettatore per volta un’esperienza privata ed esclusiva che parla all’Amleto che risiede in ognuno di noi. Hamlet private è una rilettura della storia di Amleto attraverso il sistema divinatorio di ventidue carte originali e il coinvolgimento diretto dello spettatore, che diventa così artefice della riscrittura del dramma shakespeariano e, nello stesso tempo, ha la possibilità di esplorare e indagare la propria vita e i propri dubbi.
Emma
Appena sveglia, Emma scese dal grande lettone, si vestì velocemente e si precipitò in cucina, come ogni mattina, per fare colazione prima di andare a scuola. Senza pensarci due volte prese le mani della mamma, la guardò dritta negli occhi e le disse tutto d’un fiato: “Mamma, oggi posso andare a scuola da sola?”. “Emma” è un viaggio sensibile attraverso gli occhi di una bambina di otto anni che si confronta per la prima volta con il desiderio di autonomia: vuole andare a scuola da sola. Questa piccola grande sfida permette di esplorare il mondo dell’infanzia, la relazione tra genitori e figli, e il coraggio di scoprire il mondo che ci circonda. È un viaggio emotivo, dove le parole, i silenzi, la musica e le azioni si fondono per creare un racconto che parla di vita, tempo e legami affettivi. Lo spettacolo Emma è tratto da un racconto di Antonio Catalano (Emma, lasciati in pace quando cade la neve – edizione Fulmino – anno 2023) e nasce come da una coproduzione Cada Die Teatro, Casa degli Alfieri (Universi Sensibili).
Marie
Questa è la storia di una grande avventura. Marie Curie non è stata solo una scienziata immensa, una pioniera dell’emancipazione femminile; Marie è stata un’avventuriera, un’esploratrice nel vero senso della parola. Ha navigato in mari di pregiudizio, ha scalato montagne di difficoltà, scegliendo sempre la sua rotta, con una dedizione ascetica allo studio e alla scienza, ma anche un amore incommensurabile verso la natura e l’essere umano. La sua storia è densa di passione, tenacia e volontà, è un’avventura ispiratrice dedicata ai ragazzi e alle ragazze di oggi. Lo spettacolo in forma di monologo racconta, con pochi oggetti scenici, uno spaccato storico incredibile: quello dei primi del Novecento, periodo in cui tutto è possibile, le Grandi Guerre sono ancora da venire, il Positivismo alimenta la speranza e la Scienza è il baluardo dell’evoluzione del genere umano. In questo contesto si colloca Maria Sklodowska, una giovane polacca che con le sue sole forze e – per un periodo – un grande uomo di fianco, riesce a fare una scoperta che rivoluzionerà il mondo a venire. La ricerca drammaturgica, potendosi avvalere di una gran quantità di materiale biografico, racconta non solo la parte epica e scientifica, ma cerca di cogliere anche la parte umana: le scelte, le difficoltà, le motivazioni profonde che hanno spinto lei – come altri grandi menti dell’inizio del secolo scorso – a indagare oltre il conosciuto, per rivelare nuove e inimmaginabili prospettive.
Sarém
"Cosa sarém domani? Dove sarém? Con chi sarém?"
Dalla notte dei tempi sono domande senza risposta.
Ma perché cercare le risposte se la verità è relativa a ciò che un giorno sarém o non sarém? Non è forse meglio avere la possibilità di perdersi nella ricerca di questo futuro senza aver la presunzione di capire tutto né per forza di trovare IL senso a tutto?
La scelta sta a voi: anelate alla meta insieme a noi e perdiamoci lungo il sentiero del Sarém.
Io Sono. Tu Sei.Ma noi… SARÉM!
Felicità for dummies – Felicità per negati
Questo monologo usa la metafora dell'albero e ha la forma di un albero. Il tronco è una definizione originale ma assai salda di felicità, un significato della parola radicato nell'etimo: felice viene da felix, termine che in latino indicava, per esempio, un albero molto fruttuoso. Da tale ceppo massiccio si diramano quattro discorsi: sul dare frutto, sulla forma perfetta, sull'innalzare rami e l'a ondare radici, sul contattare altri alberi. Ogni discorso si biforca a sua volta in due storie. Così incontriamo un matematico, un artista, un atleta, un oratore, un giardiniere, un astronomo, un genio, un poeta. Una narrazione commossa e comica. E, allo stesso tempo, un'impetuosa orazione sul senso del vivere.
Hamlet Private
3 Repliche (durata: 40'):
ore 17:00 / ore 18:00 / ore 19:00
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Prenotazione necessaria al numero +39 3282553721 (cada die teatro)
Biglietto acquistabile esclusivamente in loco
Le domande di Amleto sono anche le nostre domande. Il suo esitare è il nostro esitare. Da qui, dalla sua incapacità di agire, nasce Hamlet private.
Hamlet private è una performance unica nel suo genere. Offre a un solo spettatore per volta un’esperienza privata ed esclusiva che parla all’Amleto che risiede in ognuno di noi. Hamlet private è una rilettura della storia di Amleto attraverso il sistema divinatorio di ventidue carte originali e il coinvolgimento diretto dello spettatore, che diventa così artefice della riscrittura del dramma shakespeariano e, nello stesso tempo, ha la possibilità di esplorare e indagare la propria vita e i propri dubbi.
Istorias
Racconti d’amore, di banditi, di animas bonas che di notte comparivano ai vivi per rivelare dove si trovava un tesoro e de su dimoniu che, sino a una sessantina di anni fa, svegliava gli abitanti di Scano Montiferro con le sue urla terrificanti quando i moribondi si rifiutavano di cedergli l’anima in cambio di qualche altro anno di vita…
La lingua sarda logudorese, “la lingua della poesia”, si intreccia con quella italiana e con la suggestione delle quattro voci del Canto a tenore de Su cuncordu iscanesu.
Liberidì Liberidà
Da ormai un paio d’anni, Guzzanti, figlia, sorella e soprattutto madre di tanti orfani dei bei tempi andati, si dedica al dialogo sia con Meloni che con Schlein, con l’unico obiettivo di attenuare il danno. Un lavoro impegnativo, spesso estenuante, portato avanti con abnegazione e sacrificio e senza che nulla gliene venga in tasca. Di qui l’idea di cominciare a monetizzare questa attività con una serie di conferenze spettacolo, che i giovani d’oggi chiamano stand up comedy, sul nostro presente travagliato. Ovviamente non si parlerà solo di politica ma anche di argomenti veramente importanti come lo sviluppo tecnologico in mano a 4 esaltati irresponsabili e più in generale di come conservare una qualche forma di dignità nel 21 secolo.
Hamlet Private
3 Repliche (durata: 40'):
ore 17:00 / ore 18:00 / ore 19:00
ATTENZIONE:
Prenotazione necessaria al numero +39 3282553721 (cada die teatro)
Biglietto acquistabile esclusivamente in loco
Le domande di Amleto sono anche le nostre domande. Il suo esitare è il nostro esitare. Da qui, dalla sua incapacità di agire, nasce Hamlet private.
Hamlet private è una performance unica nel suo genere. Offre a un solo spettatore per volta un’esperienza privata ed esclusiva che parla all’Amleto che risiede in ognuno di noi. Hamlet private è una rilettura della storia di Amleto attraverso il sistema divinatorio di ventidue carte originali e il coinvolgimento diretto dello spettatore, che diventa così artefice della riscrittura del dramma shakespeariano e, nello stesso tempo, ha la possibilità di esplorare e indagare la propria vita e i propri dubbi.
Presentazione libri di autori Jerzesi
LA SOCIETÀ JERZESE DAL 1500 A OGGI - Edizioni Ars artium
di Tonino Serra Contu
Ierzu. Volti e conquiste di un antico villaggio in cammino.
Tonino Serra riprende il racconto del suo paese natale che abbraccia cinque secoli di storia. Ne delinea lo sviluppo sociale, l'evoluzione dell'abitato, l'amministrazione civica; ne ricorda gli abitanti, i pastori e i contadini, i sacerdoti e gli artigiani, i medici e i maestri. Una galleria di personaggi, di volti che escono dal buio degli anni e rivivono le vite trascorse, le angosce per le annate di pestilenza e carestia, la lotta per la terra e la ferrovia, le tensioni sociali e la cultura del lavoro. Volti, avvenimenti, ma anche il linguaggio, raccolto in un prezioso vocabolario, che nei secoli è cambiato senza perdere il senso dell'antica saggezza nei proverbi e nei modi di dire. Un mondo, quello ierzese, che respinge l'oblio, la resa al tempo che trascorre. Un libro che rende il dovuto onore ad una comunità tenacemente tesa verso traguardi sociali in campi di grande importanza: il commercio, la sanità, la scuola, la giustizia. Dalla storia del passato Ierzu può trarre motivi di consapevolezza del presente e di speranza nel futuro.
Presentazione libri di autori Ulassesi
ULASSAI IN BIBLIOTECA (1849- 2000) – Edizione Biblioteca privata “G. Cabizzosu”
di Giuseppe Cabizzosu
ORME Approccio riflessivo
di Romolo Murgia
LIBRO POESIE
di Giampiero Piras
SAZIETÀ
di Enrico Cannas
Un grande ammasso di parole ballerine e incerte per dare forma a ciò che sentiamo ma che non riusciamo a definire nel gioco dell’esistenza
Far crescere in pancia lo stupore
“Far crescere in pancia lo stupore” è un viaggio esplorativo nel mondo della sensibilità e della percezione attraverso il teatro. Guidato da Fabrizio Saccomanno, il laboratorio si focalizza sull’arte di raccontare e sulla riscoperta del quotidiano, mettendo in luce come l’abitudine possa offuscare la nostra capacità di vedere la bellezza e la complessità della vita di tutti i giorni.
Metaforicamente Schiros
(consigliato a un pubblico adulto)
Un rito psicomagico di ritorno al teatro che diventa un racconto di vita appassionante, esilarante, commovente. Non vorrebbe, Beatrice, essere lì sul palco. Eppure qualcosa accade. Un primo ricordo, un aneddoto, una risata, e il racconto di un’intera esistenza prende forma, passo dopo passo, senza soluzione di continuità, attraverso un ventaglio di episodi, personaggi, pensieri che toccano tutti i temi dell’umano. Un monologo personalissimo, fuori dai denti e sfacciato, delicato e amaro, nel mezzo del cammin di nostra vita, in cui Beatrice fa il punto su di sé e sulla propria esistenza. Con una dedica speciale a quel grande, poco conosciuto mistero che sono i genitori, cui tanto dobbiamo, nel bene come nel male.